Giovedì, 20 Marzo 2008
Il posto dell’Italia nel mondo che cambia
Mercoledì 19 marzo 2008, si è svolto l’incontro pubblico: “Il posto dell’Italia nel mondo che cambia. Un bilancio di 2 anni di politica estera del Governo e idee per il futuro” dove ho tracciato un bilancio del lavoro svolto alla Farnesina ed illustrato le priorità programmatiche della mia candidatura.
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| Link | Scritto alle 13:54 da Gianni Vernetti

Suzukimaruti il 20 Mar 2008 alle 16:30 dice: 1
Ottimo discorso, condivisibile al 100%. Uno dei motivi per cui voto PD è perché candida Gianni Vernetti.
Giovanni Vuono (giotibet) il 30 Mar 2008 alle 03:46 dice: 2
Caro Gianni questo comincia a essere un buon discorso… E sottolineo comincia. Non fosse altro perchè abbiamo aspettato che fosse un certo Sarkozy a farsi carico di lanciare per primo la proposta che rappresentanti di governo e di stato disertassero le Olimpiadi. Tra l’altro ricordo che lo ha fatto in un momento anche di grande attenzione sulla Francia e cioè alla vigilia della partenza per il vertice in Gran Bretagna, quindi non un’uscita estemporanea. Il governo italiano, per quel che è rimasto ma tant’è, è stato alla finestra e solo ora c’è questa timida, ma molto timida, uscita, per la verità avanzata qualche giorno fa dalla Melandri subito però rintuzzata dal caro D’Alema che, a sua volta, dice che sta con quel Dalai Lama che solo pochi mesi fa non ha voluto incontrare perchè non lo aveva invitato… E sorvolo con il commento… I due aspetti che tieni in considerazione sono pienamente condivisibili. Consentimi però di aggiungerne altri che forse dovrebbero essere tenuti in considerazione ancora prima .
Il primo è che la Cina si è vista assegnare i Giochi Olimpici nel “lontano” 2001 e delle promesse fatte a mezzo mondo, che non è tutto il mondo, e amplificate da Mr Rogge non ne ha mantenute mezza. Che appunto è meno che una. Non è un caso che Reporters sans Frontières hanno organizzato una vera e propria campagna con notevole sforzo anche economico proprio su questo punto. Questo per dire che non siamo solo noi filo-tibetani a spingere in certa direzione. A fronte di questo fatto che è davvero macroscopico, guardiamoci negli occhi e diciamolo chiaramente. Pensiamo davvero che il governo cinese faccia SERI e CONSISTENTI passi in direzione di maggiore libertà, di democrazia, di diritti umani garantiti…a meno di 6 mesi dal “vicinissimo” 8 agosto?? Con tutto il rispetto per te e anche per Sua Santità il Dalai Lama che non vuole sentire parlare di nessuna forma di boicottaggio… Si tratta solo di un’illusione, purtroppo di una triste e vana illusione. Il secondo aspetto che voglio evidenziare è di carattere più strettamente sportivo. Sono in molti, e mi pare anche tu, a porre l’accento sul fatto che gli atleti si preparino per quattro lunghi anni, con enormi sacrifici per arrivare al meglio alle Olimpiadi per cui, il boicottaggio tout court sarebbe un torto verso questi sportivi… Scusa ma, i Giochi sono considerati tali per i valori che esprimono storicamente. Sono sì un momento sportivo ma strettamente connessi a ideali ai quali proprio l’atleta dovrebbe ispirarsi e, anzi, farsi carico che questi valori siano pienamente rispettati. Insomma i Giochi Olimpici sono una cosa che differisce da un qualsiasi altro torneo sportivo come potrebbe essere per esempio un Campionato Mondiale di Atletica. Le Olimpiadi sono un simbolo da salvaguardare e non da svendere e svilire. Io sono convinto che la pressione sul governo cinese si mantenga con la minaccia del boicottaggio assoluto. Il nastro bianco, il nastro rosso o rosa, piuttosto che il guanto bianco che pure io stesso avevo proposto oltre un anno fa riprendendo il guanto nero delle black panthers di Città del Messico, lasciano il tempo che trovano. E sono soluzioni che gli atleti avrebbero adottato senza che il politico di turno lo suggerisse ora più che mai. Ma c’è di più. Si sa di atleti che davvero stanno considerando l’idea di non partecipare. Costoro sanno che andare a Pechino significa condividere giochi fatti sulla pelle di gente inerme e sul sangue di innocenti. Costoro, per fortuna con atteggiamento veramente sportivo non influenzato da indicazioni politiche, rispettano lo sport olimpico e ciò che questo momento rappresenta. Ma dico, e concludo, quando si parla di valori, di morale, di costruire una società nuova e nuove coscienze, si parla a vanvera? Io mi ripeto, ma delle prese di posizione ferme e decise le vogliamo prendere? A meno che non cominciamo a temere un po’ troppo il loro di boicottaggio, quello per esempio che stanno attuando verso le nostre mozzarelle. Ma altro che Olimpiadi! Dovremo boicottare molto altro della pessima qualità cinese che ci ha invaso e prima che veniamo invasi anche dalla pessima coscienza che caratterizza il governo cinese! Diamoci una bella svegliata allora, o ci troveremmo a fare davvero una figura davvero molliccia… Appunto una figura da mozzarella. Free Tibet