L’Italia non se ne andrà dall’Afghanistan
Voglio esprimere il mio cordoglio ai familiari delle vittime dei nostri soldati caduti oggi in Afghanistan e la mia vicinanza alle migliaia di soldati italiani che, insieme agli alleati della Nato, operano in una difficile missione internazionale con l’obiettivo di combattere il terrorismo, sostenere le istituzioni democratiche afghane e contribuire allo sviluppo di quel martoriato Paese.
Non credano i terroristi di aver raggiunto alcun obiettivo. L’Italia non se ne andrà dall’Afghanistan, ma, oggi più che mai, il Paese deve essere unito per sostenere la missione militare italiana e per garantire ai nostri soldati gli strumenti tecnici per poter svolgere il proprio ruolo.
Senza sicurezza non ci può essere né sviluppo né democrazia: questo è il motivo per il quale la missione militare guidata dalla Nato, alla quale l’Italia partecipa con convinzione, durerà tutto il tempo necessario fino alla completa stabilizzazione del Paese
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| Link | Scritto alle 19:21 da Gianni Vernetti

holdenC il 26 Ott 2009 alle 15:37 dice: 1
l’italia non se ne andrà dall’afghanistan. ma vernetti se ne andrà dal Pd? e quando? ci tenga informati.
Enrico il 9 Nov 2009 alle 20:03 dice: 2
ma un po’ di RISPETTO democratico per le primarie alle quali hanno votato 3 MILIONI DI ELETTORI niente eh? Democrazia vuole che SI ACCETTI il responso di una consultazione democratica e POI si valuti come il vincitore intende RILANCIARE il partito. Andarsene così ha il sapore del preconcetto. Al di là di qualsiasi considerazione politica che ci si può costruire a corollario di giustificazione. E’ scorretto. Punto e basta.
Piero Almasio il 10 Nov 2009 alle 00:29 dice: 3
Poichè l’attuale legge non prevede il voto di preferenza, l’Onorevole è al parlamento perchè è stato presentato nella lista del Partito Democratico e non perchè esplicitamente scelto dagli elettori. Io non metto in discussione il diritto di fare altre valutazioni politiche, di fondare e promuovere movimenti o partiti. Ma per dignità istituzionale si deve dimettere, così pure gli on. Rutelli e Calearo. Poi penso che se sarannno capaci di convincere gli elettori della loro proposta politica, ritroveranno il loro scranno legittimamente. In questo modo ritengo inoltre che tutti loro occupano indegnamente un seggio parlamentare.