Perchè ho deciso di lasciare il Partito Democratico

Credo che il Partito Democratico sia qualcosa di molto diverso da ciò che avevamo pensato.
I 4 milioni di voti persi fra il 2008 e il 2009 sono stati il primo campanello d’allarme, peraltro ampiamente sottovalutato.

Oggi il PD occupa uno spazio politico angusto, raccoglie non più di un quarto del voto degli italiani e non riesce ad essere convincente per settori enormi della nostra società: giovani, lavoro autonomo, piccola e media impresa, commercio e artigianato, partite IVA, ceti urbani produttivi.
Il voto della Margherita è praticamente sfumato.

Il PD ha consolidato in questi due anni le proprie posizioni negli insediamenti tradizionali della sinistra (pubblico impiego, lavoro dipendente, scuola….) , senza riuscire però ad aprire un dialogo con settori ampi della società.
Avremmo dovuto costruire un partito di centrosinistra, innovativo, plurale, competitivo e invece ci siamo in breve tempo trovati in Europa con i socialisti e in Italia sempre più “collaterali” alle antiche “cinghie di trasmissione” fra partito, corpi sociali ed interessi economici.

In più, il PD non ha uno schema credibile di alleanze.
La sinistra radicale è stata travolta dalla sua inaffidabilità quando ha avuto l’occasione di governare; l’alleanza con Di Pietro ha già ridotto la credibilità di un PD spesso costretto a rincorrere un’agenda politica giustizialista e populista; con l’UDC si fatica a trovare intese nazionali

Alla luce di ciò è sempre più urgente tentare dunque di costruire una nuova offerta politica innovativa, democratica, liberale e popolare in grado di recuperare tutti i voti persi che furono della Margherita e anche molto di più
C’è un grande disagio in entrambe le coalizioni e credo che i tempi siano maturi per riprendere un cammino innovativo, lavorando assiduamente per costruire un bipolarismo più maturo ed europeo di quello odierno.

Oggi le due coalizioni sono inadeguate.
Da un lato il populismo sempre più radicale di Berlusconi e l’asse di ferro con Bossi, dall’altro un centro sinistra che ha smarrito la via: in Europa appiattito sui socialisti dopo aver rotto i ponti con la famiglia liberaldemocratica, in Italia con il giustizialismo e il populismo di Di Pietro.

Compio questa scelta oggi insieme ad amici che stimo come Francesco Rutelli ed a tanti altri,.
Sei mesi fa avrei già voluto fare la stessa scelta all’indomani della forzatura sulla collocazione europea del partito.
Sono perfettamente consapevole che questa non era e non è una materia in grado di affascinare le grandi masse popolari, ma ritengo quella decisione un fatto estremamente grave.
In un mondo sempre più interdipendente e globalizzato e soprattutto dopo il via al Trattato di Lisbona, il sistema di relazioni internazionali di un grande partito, non è un fatto secondario ma determina le caratteristiche e l’identità del partito stesso.
Il PD aveva una grande occasione in Europa: dimostrare come fosse possibile unire le migliori e diverse storie del riformismo europeo, costruendo un ponte fra la famiglia socialista e quella liberaldemocratica.
Così non è stato e si è scelto a maggioranza di approdare acriticamente nella famiglia socialista.
Cedo che sia stato un gravissimo errore, ancor più oggi che i partiti socialisti in Europa stanno collezionando una serie costante di sconfitte.

La mia esperienza internazionale di questi anni mi dice, infine, che le vecchie famiglie della politica internazionale non sono più strumenti adeguati per rispondere alle nuove sfide globali.
E i più grandi partiti democratici del mondo, peraltro oggi tutti al governo (cito solo quello americano, quello giapponese e il partito del Congresso indiano) non fanno certo parte dell’Internazionale Socialista.

Anche per questi motivi ho deciso di lasciare PD.
E la mia non è certo una scelta di disimpegno o di rinuncia. Anzi.
C’è molto da fare per affermare nella politica italiana i valori e le idee democratiche, liberali e riformiste che mi hanno ispirato in questi anni.
E’ questo è esattamente ciò che conto di fare.

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20 Commenti per ‘Perchè ho deciso di lasciare il Partito Democratico’:

  1. vito gioia il 7 Nov 2009 alle 21:52 dice: 1

    Oggi il PD occupa uno spazio politico angusto, raccoglie non più di un quarto del voto degli italiani e non riesce ad essere convincente per settori enormi della nostra società: giovani, lavoro autonomo, piccola e media impresa, commercio e artigianato, partite IVA, ceti urbani produttivi.
    Il voto della Margherita è praticamente sfumato.

    concordo pienamente…
    vito gioia

  2. Gian Luigi Colantuoni il 9 Nov 2009 alle 14:49 dice: 2

    *Caro Gianni, non avrei mai aderito per nessun motivo al PD anche quelle facce impresentibabili e discorsi qualunquistici da portinaia… ma aspetto la nuova formazione politica e magari ne possiamo parlare… soprattutto per recuperare consensi nella vasta area dei MULTATI SPENNATI d’Italia da TRUFFAKDINI di ogni stampo e che sono 10.000.000 all’anno…

    a presto, salutoni

    Gian Luigi Colantuoni Comitato Strademulte.it

  3. Anche Vernetti lascia il PD il 9 Nov 2009 alle 15:49 dice: 3

    [...] Lo ha annunciato nel suo blog Credo che il Partito Democratico sia qualcosa di molto diverso da ciò che avevamo pensato. I 4 milioni di voti persi fra il 2008 e il 2009 sono stati il primo campanello d’allarme, peraltro ampiamente sottovalutato. [...]

  4. oi17425 il 9 Nov 2009 alle 15:59 dice: 4

    capisco faccia piacere vincere. non capisco perchè si rinunci a lottare per una legislatura accanto alle forze scelte per una battaglia necessaria a tutta la società. forse i “distinguo” sono più utili a questo fine della sostanza?

  5. mario scano - sassari il 9 Nov 2009 alle 18:29 dice: 5

    Anche Lei ha fatto piuttosto in fretta a capire che il PD di oggi è molto diverso da quello di ieri. Per capire un processo storico occorre tempo e…onestà intellettuale, oltre al coraggio beninteso. Il coraggio di saper perdere e di continuare a lottare per le proprie idee. Altro che “continuo ad essere di centro sinistra”. Lei, mi spiace, non è credibile.

  6. Enrico il 9 Nov 2009 alle 21:31 dice: 6

    ma un po’ di RISPETTO democratico per le primarie alle quali hanno votato 3 MILIONI DI ELETTORI niente eh? Democrazia vuole che SI ACCETTI il responso di una consultazione democratica e POI si valuti come il vincitore intende RILANCIARE il partito. Andarsene così ha il sapore del preconcetto. Al di là di qualsiasi considerazione politica che ci si può costruire a corollario di giustificazione. E’ scorretto. Punto e basta.

  7. olindo il 9 Nov 2009 alle 22:30 dice: 7

    Lei, signor Vernetti, NON si deve dimettere SOLO dal PD ma ANCHE dal Parlamento, deve ritornare a lavorare e lasciare libero il posto che occupa come eletto dal popolo del PD.
    Capito, signor Vernetti, deve andare a casa, Lei, Rutelli, ed amici vari, dovete tornare a lavorare, … se mai avete … lavorato !!!!

  8. Altre partenze (desiderate) nel PD: Gianni Vernetti. « ilNichilista il 10 Nov 2009 alle 04:38 dice: 8

    [...] at 2:17 am Continuano le partenze dal PD. Questa volta si tratta di Gianni Vernetti, che dal suo blog si dice pronto a “costruire una nuova offerta politica innovativa, democratica, liberale e [...]

  9. Gian Luigi Colantuoni il 10 Nov 2009 alle 12:29 dice: 9

    *vedo che anche qui sono arrivati forse da La Stampa i soliti INTEGRALISTI TALEBANI & BENPENSANTI che sono IL VERBO… caro Gianni non ti curar di loro ma vai avanti che quel PD non avrebbe nemmeno dovuto nascere talmente era evidente sin dall’inizio il tentativo di salvataggio di Fassino di agganciare per poi sottomere e camcellare la componente cattolica PRO DOMO SUA… adesso hanno dato il contentino alla BINDI della agognata Presidenza ma de che ??? di un partito in piena crisi !!!
    ciaciauuuuuuuuuuu

  10. Fabio Contra il 10 Nov 2009 alle 16:38 dice: 10

    Caro Onorevole
    da persone civili c’è da rispettare la sua opinione. Da persone “pensanti” però le motivazioni lasciano il tempo che tropvano.Se il pD ha perso 4 mln di voti è perchè a causa di tanti distingue da parte di Rutelli e dei suoi, la gente non ci ha capito niente e si è rifugiata nell’astenzione o è andata daDi Pietro. E non può essere certo Rutelli l’alfiere di questi 4 mln di delusi.
    Il dramma è che mentre voi, le vostre motivazioni hanno acesso ai giornali, le motivazioni di milioni e milioni di persone che al PD ci credono sono rimaste senza parola.
    I voti della margherita…mmm…Rutelli ne era il presidente nel 2006…dopo un governo berlusocni fallimnetare…nonostante questo non riusciste a portare a casa voti “moderati ” ( poi vorrei capire chi sono questi moderati che votano per berlusconi,per la lega, per gasparri o cicchitto) che rimasero ad appannaggio di UDc e di AN. Quindi come potrebbe esserecredibile la vostrea offerta politica oggi? non teme che sia velleitaria? poggiata non su un progetto ma daambizioni e frustrazioni personali ( Rutelli, socnfitto persino a Roma…e non certo perchè non si è aprto al centro).
    Auguri quindi e buon lavoro.
    Perchè di lavoro, noi convinti del PD ne abbiamo tanto da fare.
    Con stima ed affetto

  11. holdenC il 11 Nov 2009 alle 14:40 dice: 11

    Caro vernetti, la stimo e la seguo da tempo. le cose che dice in questo post nel merito sono anche in buona parte condivisibili.

    Però lei è stato eletto in Parlamento col Pd in una lista bloccata.
    Nessuno ha mai votato vernetti, chi l’ha mandata in Parlamento ha votato Pd.
    Se lei e gli altri volete traslocare, dovreste dimettervi da parlamentari.
    Non lo farete mai e questo scredita la vostra legittima scelta.
    Così come la screditano i tempi della scelta.
    Avreste dovuto dare almeno sei mesi a Bersani per dimostrare che il vostro era un giudizio negativo e non un PREgiudizio.
    Buona fortuna e tante belle cose.

  12. L’Alleanza per l’Italia di Rutelli: volti noti e un nome di seconda mano - Italia - Panorama.it il 11 Nov 2009 alle 18:11 dice: 12

    [...] della Sera: “Lascio perchè è fallito un progetto al quale ho molto creduto”); Gianni Vernetti (deputato da sempre vicino all’ex vicepremier); Lorenzo Dellai (governatore del Trentino dalle [...]

  13. &raquo L’Alleanza per l’Italia di Rutelli: volti noti e un nome di seconda mano - Gregnotizie il 11 Nov 2009 alle 18:26 dice: 13

    [...] della Sera: “Lascio perchè è fallito un progetto al quale ho molto creduto”); Gianni Vernetti (deputato da sempre vicino all’ex vicepremier); Lorenzo Dellai (governatore del Trentino dalle [...]

  14. &raquo L’Alleanza per l’Italia di Rutelli: volti noti e un nome già in uso - Gregnotizie il 11 Nov 2009 alle 18:56 dice: 14

    [...] della Sera: “Lascio perchè è fallito un progetto al quale ho molto creduto”); Gianni Vernetti (deputato da sempre vicino all’ex vicepremier); Lorenzo Dellai (governatore del Trentino dalle [...]

  15. massimo Zucco il 12 Nov 2009 alle 13:41 dice: 15

    Caro Gianni Vernetti,
    ho appena letto la notizia del suo abbandono del PD.
    E’ vero che è un comportamento comune a molti parlamentari, mi chiedevo se non fosse comunque immorale farsi votare perché appartenente ad un partito e prima della fine del mandato abbandonarlo. Non sarebbe più corretto aspettare la fine del mandato rispettando la volontà degli elettori, oppure dimettersi subito e ripresentarsi alle prossime elezioni con una nuova casacca?
    Cordiali saluti
    Massimo Zucco

  16. Luca il 18 Nov 2009 alle 01:51 dice: 16

    Egregio Gianni Vernetti,
    uno dei primi affossatori del progetto Pd è stato proprio un “presunto” padre fondatore (onoreficenza eccessiva direi alla luce della codardia delle ultime decisioni prese!), quel Francesco Rutelli candidatosi per la terza volta sindaco a Roma,e contestualmente per un “miserevole” seggio al Senato come capolista in un collegio lontano dalla sua “territorialità”, l’Umbria, offrendo un messaggio di “casta”, giustamente punito dagli elettori, in spregio allo stesso progetto Pd di favorire un reale ricambio di classe dirigente nell’ottica della trasparenza e delle incompatibilità di carica. Non ho avvertito nessuna autocritica in merito a questi temi cruciali, ed oltremodo, il caro Rutelli, ha sostenuto per l’ennesima volta insieme a tanti altri, troppi, il sistema delle liste bloccate per l’elezione dell’attuale’Assemblea Nazionale del Pd, scimmiottando il Porcellum.Alla luce di questo avrebbe dovuto proseguire nella battaglia per un reale rinnovamento, facendo un mea culpa…diversamente,prevedere a mio parere una possibile alleanza futura con l’Api x il Pd sarebbe un’eresia etico-politica…forse per Rutelli no!
    Neanche auguri, ma solo disappunto

  17. Andrea il 21 Nov 2009 alle 11:43 dice: 17

    Sicuramente ha contato il fatto che il PD non fa parte del PSE per colpa vostra. Se fossimo nell’ALDE non si sarebbe neanche posto il problema, non conteremmo niente punto.

  18. Luca il 22 Nov 2009 alle 04:38 dice: 18

    Ma come!!!!, lei esce dal Pd perchè lo si ritiene troppo socialdemocratico e poi si rammarica della mancata elezione di D’Alema a ministro degli esteri europei, che invece indica inequivocabilmente quanto il Pd sia al di fuori delle logiche consociative con i tanto “odiati” socialisti europei. A quando le dimissioni da parlamentare? I suoi elettori non l’hanno votata,ma hanno messo la croce sul simbolo Pd…rispetti tale volontà di rappresentanza che lei non può più dare e ritorni nel “territorio” ad annaffiare le sue “nuove” idee e progetti!!!!

  19. stefano il 22 Nov 2009 alle 13:44 dice: 19

    la mancata elezione di Massimo D’Alema non è altro che lo specchio della forza politica e credibilità che il nostro Paese è in grado di rappresentare in questo momento a livello internzionale,cioè nulla!Non potrebbe essere diversamente con il Governo che ci ritroviamo,in grado di dialogare e stringere alleanze principalmente con LIBIA e RUSSIA notoriamente antidemocratici,modelli assoluti da imitare per Berlusconi.Caro Gianni,apprezzo la tua scelta di non accodarti al beeelato di dx e sx sulla comune candidatura di D’ALEMA che non meritava questa elezione anche per un suo non così limpido passato di sincero mai pentito ex comunista.Apprezzerò maggiormente la tua scelta se sarà veramente in grado di essere spinta e motore di una nuova politica in grado di raccogliere esperienze,idee e culture,troppo spesso omologate ed asservite alle logiche di scambio delle Segreterie romane.
    Avanti così,per un ITALIA,libera e democratica.

  20. roberto il 28 Nov 2009 alle 03:12 dice: 20

    mi permetta
    credo lei debba uscire, dopo un bel po’ di anni di scranno , dalla politica , non dal PD
    Mi creda , Lei non è piu’ credibile!!

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