Il danno e la beffa del PSE nei confronti dell’Italia
La mancato nomina di Massimo D’Alema a responsabile della politica estera europea rappresenta un’occasione mancata per il nostro paese.
Una volta tanto Governo e opposizione avevano fatto emergere un’idea di interesse nazionale al quale subordinare le piccole rivalità di provincia, ma purtroppo non è stato sufficiente.
La candidatura italiana di Massimo D’Alema è stata malamente gestita dai leader del Partito Socialista Europeo, a cominciare dall’improbabile presidente del Gruppo Socialista a Bruxelles, Martin Schulz, il quale ha fatto naufragare la candidatura con motivazioni ridicole ed offensive per il nostro paese, riuscendo pure maldestramente a denunciare il Governo italiano per un sostegno poco “fattivo” e affossando D’Alema solo perché all’opposizione nel suo paese.
Il PSE ha arrecato un danno all’Italia ed una beffa al Massimo D’Alema.
Anche dopo quest’ultima paradossale vicenda, credo che per il PD sia stato un grave errore aderire acriticamente al gruppo Socialista e per gli amici dell’ex Margherita, un doppio errore l’adesione al Gruppo Socialista e l’abbandono del Gruppo Liberale e Democratico.
Agli amici del PD ed in particolare a quanti provengono dall’esperienza della Margherita e che siedono nei banchi del PSE a Strasburgo, chiedo: per quanto tempo ancora potrete sopportare una simile convivenza?
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| Link | Scritto alle 02:20 da Gianni Vernetti

Luca il 22 Nov 2009 alle 03:14 dice: 1
Ma come!!!!, si esce dal Pd perchè lo si ritiene troppo socialdemocratico e poi ci si rammarica della mancata elezione di D’Alema a ministro degli esteri europei, che invece indica inequivocabilmente quanto il Pd sia al di fuori delle logiche consociative con i tanto “odiati” socialisti europei. A quando ledimissioni da parlamentare? i suoi elettori non l’hanno votat,ma hannomesso la croce sul simbolo Pd…rispetti tale volontà di rappresentanza che lei non può poù dare e ritorni nel “tterritorio” ad annaffiare le sue “nuove” idee e progetti!!!!
Luca il 22 Nov 2009 alle 03:20 dice: 2
Ma come!!!!, si esce dal Pd perchè lo si ritiene troppo socialdemocratico e poi ci si rammarica della mancata elezione di D’Alema a ministro degli esteri europei, che invece indica inequivocabilmente quanto il Pd sia al di fuori delle logiche consociative con i tanto “odiati” socialisti europei. A quando ledimissioni da parlamentare? i suoi elettori non l’hanno votat,ma hannomesso la croce sul simbolo Pd…rispetti tale volontà di rappresentanza che lei non può poù dare e ritorni nel “tterritorio” ad annaffiare le sue “nuove” idee e progetti!!!!
Giovanni il 11 Dic 2009 alle 01:41 dice: 3
Che articolo ridicolo.
Renato il 15 Gen 2010 alle 14:35 dice: 4
Rispondo a Luca:
Si vive in uno Stato democratico nel quale l’uomo è libero di esprimere le proprie idee, per fortuna, quindi si può cambiare idea come e quando si vuole. Dove sta la libertà, caro Luca? Ritengo giusto che si debba cambiare opinione e pensiero. Porto un esempio stupido, ma non fa una grinza… Si cambia la moglie, figuriamoci, se non possiamo cambiare opinione o partito…Soprattutto quando non si è più in linea con il proprio pensiero.
Quindi, caro Luca, che cazzo dici?????